Ultima modifica: 27 aprile 2018
Ultima modifica: 27 aprile 2018

2.9 La Valutazione

 Valutazione e Autovalutazione

Indice

  • Premessa – Normativa vigente
  • L’atto valutativo nel nostro istituto
  • Fasi della valutazione
  • Modalità e strumenti
  • Criteri
  • Valutazione del comportamento
  • Rilevazioni nazionali Invalsi
  • Validità dell’anno scolastico Scuola secondaria di primo grado
  • Ammissione alla classe successiva Scuola primaria
  • Ammissione alla classe successiva ed all’esame conclusivo del primo ciclo – Scuola secondaria
  • Svolgimento ed esito dell’esame di Stato
  • Documenti

Premessa

Normativa vigente

Il Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 – Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107, definisce i principi generali, oggetto e finalità della valutazione e della certificazione.

La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, ha finalità formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti ed al successo formativo degli stessi; documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove la autovalutazione di ciascuno, in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.

Le verifiche e le valutazioni periodiche saranno coerenti con l’offerta formativa stabilita dalla scuola, con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo; sono effettuate dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel PTOF.

La valutazione del comportamento degli alunni si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza, tenendo conto di quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, dal Patto educativo di corresponsabilità e dai regolamenti approvati dalla istituzione scolastica. Essa viene espressa collegialmente dai docenti attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione.

Al termine dell’anno scolastico, la scuola dovrà certificare i livelli di competenza raggiunti da ciascun alunno per sostenerne i processi di crescita e per favorirne l’orientamento ai fini della prosecuzione degli studi.

Per facilitare i rapporti scuola-famiglia, la scuola adotta modalità di comunicazioni efficaci e trasparenti in merito alla valutazione del percorso scolastico degli alunni e studenti.

 L’atto valutativo nel nostro istituto

Il nostro istituto si caratterizza per l’adozione di una didattica personalizzata capace di rendere ogni studente competente, cioè in grado di utilizzare le proprie abilità, conoscenze e disposizioni personali in un contesto reale, ad un livello sempre più elevato di qualità e con sempre maggiore consapevolezza, autonomia e responsabilità. Ad essa si lega la personalizzazione dell’atto valutativo, centrato sull’unicità del singolo studente, in riferimento alle caratteristiche della sua persona e della sua esperienza formativa. In questo senso tutte le proposte didattiche della nostra scuola concorrono alla valutazione, da quelle legate alle discipline, a quelle di carattere interdisciplinare, a quelle finalizzate al sostegno ed al recupero, a quelle volte a promuovere la valorizzazione delle eccellenze.

Modalità di comunicazione della valutazione alle famiglie

  • scheda informativa situazione di partenza
  • colloqui individuali
  • registro elettronico
  • eventuali comunicazioni inviate ai genitori (e-mail, note, lettere).

Fasi della valutazione

Il percorso di valutazione viene declinato in diverse fasi che coinvolgono i docenti delle singole discipline, il Consiglio di classe ed il Collegio dei docenti.

La valutazione avviene in momenti diversi, con finalità diverse:

1.       Valutazione del docente:

  • nel periodo iniziale dell’anno scolastico, per conoscere la situazione di partenza degli alunni ed elaborare una programmazione, finalizzata all’acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza e al conseguimento dei traguardi disciplinari, che tenga conto dei bisogni emersi (valutazione diagnostica); le famiglie, nella scuola secondaria, ne vengono informate tramite un apposito documento nel mese di novembre);
  • durante la realizzazione dei percorsi didattici, per verificare l’efficacia del processo di insegnamento-apprendimento ed apportare gli eventuali interventi di correzione e miglioramento (valutazione formativa in itinere);
  • al termine di ciascun percorso didattico, per valutare i risultati di apprendimento realizzati da ciascun alunno (valutazione sommativa).

Essa terrà conto tra l’altro di:

  • livello di partenza
  • atteggiamento nei confronti della disciplina
  • metodo di studio
  • costanza e produttività
  • collaborazione e cooperazione
  • consapevolezza ed autonomia di pensiero (scuola secondaria).

2.       Valutazione complessiva del consiglio di classe

Accanto al giudizio proposto dal docente curricolare, intervengono altri elementi utili a completare la valutazione complessiva e a stendere il giudizio finale, che sarà poi riportato sul documento di valutazione. I docenti che svolgono insegnamenti curricolari per gruppi di alunne e di alunni, i docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica e di attività alternative all’insegnamento della religione cattolica, partecipano alla valutazione degli alunni che si avvalgono dei suddetti insegnamenti. I docenti che svolgono di potenziamento e di arricchimento dell’offerta formativa forniscono elementi di informazione.

La valutazione periodica e finale è integrata dalla descrizione del processo formativo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto (giudizio globale complessivo). Sono oggetto di valutazione le attività svolte nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione”; la loro valutazione trova espressione nel complessivo voto delle discipline dell’area storico-geografica. ai sensi dell’articolo I della legge n, 169/2008. Concorrono alla valutazione tutte le proposte didattiche della nostra scuola, da quelle legate alle discipline, a quelle di carattere interdisciplinare, a quelle finalizzate al sostegno ed al recupero, a quelle volte a promuovere la valorizzazione delle eccellenze.

Il consiglio di classe, quindi, esprimerà un giudizio sulla proposta valutativa di ogni singolo docente, tenendo fermi i criteri valutativi che possono essere sintetizzati nei seguenti punti:

  • proposta del docente
  • livello di partenza e percorso di sviluppo
  • impegno e produttività
  • capacità di orientarsi in ambito disciplinare ed acquisizione di un personale progetto curricolare
  • risultati di apprendimenti.

3.       Certificazione delle competenze, atto conclusivo della valutazione, stabilisce il livello di competenze raggiunte dall’ alunno nei diversi ambiti previsti dalla vigente normativa al termine della scuola primaria ed alla fine del primo ciclo di istruzione.

Per ognuna di queste fasi il Collegio Docenti ha individuato criteri e messi a punto strumenti valutativi omogenei. Sono state infatti elaborate delle tabelle, con appositi descrittori, sui criteri di attribuzione della valutazione relativa alle Competenze di cittadinanza, al comportamento, alle competenze disciplinari e ai relativi obiettivi di apprendimento che ogni docente utilizza anche come riferimento per la correzione delle verifiche.

Rilievo assume il momento dell’autovalutazione dell’alunno quale strumento atto a favorire l’orientamento formativo e personale. Anche per questo sono state elaborate delle schede proposte agli alunni.

Modalità e strumenti

Gli strumenti sono:

  • verifiche elaborate dal singolo docente
  • prove parallele d’ingresso per le classi prime e di accertamento per le successive su conoscenze e abilità disciplinari, nella prospettiva della valutazione delle competenze chiave di cittadinanza. I risultati delle prove, opportunamente tabulati e analizzati, costituiscono, insieme alle osservazioni sistematiche dei docenti, una base di dati per la rilevazione dei livelli di partenza;
  • prove parallele intermedie e finali per tutte le classi su conoscenze e abilità disciplinari, nella prospettiva della valutazione delle competenze chiave di cittadinanza;
  • prove parallele finali mirate alla valutazione dei livelli di raggiungimento delle competenze chiave in prospettiva della compilazione della Certificazione delle competenze al termine della scuola primaria e al termine del primo ciclo d’istruzione;
  • scheda per la stesura del Consiglio Orientativo da consegnare agli alunni delle classi terze della scuola secondaria
  • certificato delle competenze da consegnare agli alunni al termine della scuola Primaria o, prima dell’esame, della classe terza della scuola secondaria
  • risultati prove di rilevazione nazionale (Prove INVALSI).

Criteri

Il Collegio dei Docenti ha concordato i criteri di valutazione, in modo che essa sia coerente fra le diverse aree e fra i diversi ordini di scuola.

  • Nella valutazione finale dell’alunno si deve tener conto della situazione di partenza, dei progressi compiuti in itinere in relazione al raggiungimento dei traguardi delle competenze disciplinari e all’ acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza e dell’impegno profuso. Si terrà conto dell’efficacia dell’azione formativa, delle condizioni ambientali, fisiche e psichiche.
  • Riguardo agli alunni disabili, per i quali è prevista una programmazione individualizzata (PEI) stilata in base alle loro potenzialità e alle particolari esigenze, la valutazione terrà conto dei progressi registrati rispetto ad obiettivi specifici sia di tipo educativo che di tipo didattico.
  • Riguardo agli alunni con Bisogni Educativi Speciali o con Disturbo Specifico di Apprendimento, è prevista una programmazione personalizzata (PDP) che, rimanendo invariati gli obiettivi generali di apprendimento, individua gli obiettivi specifici e il percorso didattico necessario. La valutazione e la verifica degli apprendimenti (regolate dall’art.10 del DPR 122/09, ora D.L. 62/2017) “comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, tengono conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, (…) gli strumenti metodologico – didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei”.
  • In particolare per gli alunni stranieri, saranno concordati in ciascun Consiglio di Classe gli obiettivi raggiungibili sulla base della conoscenza dell’Italiano e saranno predisposti percorsi di apprendimento individualizzati; la valutazione finale terrà conto del livello di conoscenza della lingua italiana raggiunto, dei risultati ottenuti nei percorsi differenziati in relazione agli obiettivi programmati, dell’impegno e della partecipazione;
  • Per tutti gli alunni con difficoltà di apprendimento specifiche e non specifiche, con diagnosi depositata agli atti, il collegio docenti ha predisposto una scala di valutazione specifica che tiene conto delle difficoltà presenti.

Valutazione del comportamento (vd. Criteri per la valutazione del comportamento)

La valutazione del comportamento dell’alunna e dell’alunno viene espressa collegialmente dai docenti attraverso un giudizio sintetico che fa riferimento allo sviluppo delle competenze di cittadinanza riportato nel documento di valutazione. Per l’espressione del giudizio si farà riferimento ad appositi descrittori e indicatori elaborati dalla scuola.

Rilevazioni nazionali Invalsi

Scuola Primaria

L’articolo 4 del decreto legislativo n. 62/2017 conferma la presenza della prova d’italiano e matematica nelle classi Il e V primaria e introduce, solo nella classe quinta, una prova di inglese sulle abilità di comprensione e uso della lingua, coerente con il QCER, Quadro Comune Europeo di Riferimento delle lingue (comma 4).

Inoltre, il comma 3 dell’articolo 4 stabilisce che le prove INVALSI costituiscono attività ordinaria d’istituto.

Scuola Secondaria

L’INVALSI, nell’ambito della promozione delle attività di cui all’articolo 17, comma 2, lettera b) del decreto legislativo 31 dicembre 2009 n. 213, effettua rilevazioni nazionali attraverso prove standardizzate, computer based, volte ad accertare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti in italiano, matematica e inglese in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo. Tali rilevazioni sono effettuate nella classe terza scuola secondaria di primo grado, come previsto dall’articolo 6, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, come modificato dall’articolo 26, comma 2, del Decreto legislativo n. 62/2017.

Le prove non sono più parte integrante dell’esame di Stato, ma rappresentano un momento distinto del processo valutativo conclusivo del primo ciclo di istruzione.

Esse riguardano italiano, matematica e inglese e fanno riferimento ai traguardi di sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni nazionali per il curricolo.

Le prove si svolgono entro il mese di aprile di ciascun anno scolastico (comma 4) e sono somministrate mediante computer (comma l).

La correzione della prova è totalmente centralizzata; la trasmissione dei dati all’INVALSI è automatica e contestuale alla chiusura della prova da parte dello studente (o in seguito all’esaurimento del tempo previsto per la prova).

L’esito delle prove INVALSI confluisce nella certificazione delle competenze in livelli descrittivi.

La relativa partecipazione rappresenta requisito di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione. Per le alunne e gli alunni risultati assenti per gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, è prevista una sessione suppletiva per l’espletamento delle prove.

Allievi con disabilità

Riferimento normativo:

  • art. 11, c. 4 del D. Lgs. 62/2017
  • Nota MIUR 1865 del 10.10.2017

In base al PEI sono previste:

misure compensative:

  • tempo aggiuntivo (fino a 15 min. per ciascuna prova
  • donatore di voce per l’ascolto individuale in audio-cuffia
  • calcolatrice
  • dizionario
  • ingrandimento
  • adattamento prova per alunni sordi (formato word)
  • Braille (per Italiano e Matematica).

Misure dispensative:

  • esonero da una o più prove
  • per Inglese: esonero anche solo da una delle due parti (ascolto o lettura) della prova.

Allievi con DSA

Riferimento normativo:

  • art. 11, c. 14 del D. Lgs. 62/2017
  • Nota MIUR 1865 del 10.10.2017.

In base al PDP sono previste:

misure compensative:

  • tempo aggiuntivo (fino a 15 min. per ciascuna prova)
  • dizionario
  • donatore di voce per l’ascolto individuale in audio-cuffia
  • calcolatrice

misure dispensative:

  • esonero dalla prova nazionale di lingua Inglese per gli alunni con DSA dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall’ insegnamento della lingua straniera.

Validità dell’anno scolastico – Scuola secondaria di primo grado

Nel corrente a.s. 2017-18 in linea con quanto stabilito negli anni precedenti, trovano piena applicazione le disposizioni sulla validità dell’a.s. nella scuola secondaria di 1° grado contenute nel D.lgs n. 62/2017.

Tali disposizioni prevedono:

Art. 5

“Validità dell’anno scolastico nella scuola secondaria di primo grado.

  • Ai fini della validità dell’anno scolastico, per la valutazione finale delle alunne e degli alunni è richiesta la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, definito dall’ ordinamento della scuola secondaria di primo grado, da comunicare alle famiglie all’ inizio di ciascun anno. Rientrano nel monte ore personalizzato di ciascun alunno tutte le attività oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe.
  •  Le istituzioni scolastiche stabiliscono, con delibera del collegio dei docenti, motivate deroghe al suddetto limite per i casi eccezionali, congruamente documentati, purché la frequenza effettuata fornisca al consiglio di classe sufficienti elementi per procedere alla valutazione. 
  • Fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 2, nel caso in cui non sia possibile procedere alla valutazione, il consiglio di classe accerta e verbalizza, nel rispetto dei criteri definiti dal collegio dei docenti, la non validità dell’anno scolastico e delibera conseguentemente la non ammissione alla classe successiva o all’ esame finale del primo ciclo di istruzione:”

Si precisa che per orario personalizzato si intende il monte ore annuale complessivo di tutte le discipline.

Per l’a.s. 2017/2108 il monte ore complessivo annuale e l’orario minimo di ¾ di frequenza sono così definiti:

classi a settimana corta

  • monte ore annuale: 1016; ore di frequenza richieste: 762

classi a settimana lunga

  • monte ore annuale: 1018; ore di frequenza richieste: 764

indirizzo musicale

  • monte ore annuale: 1080; ore di frequenza richieste: 810

Delibera del Collegio dei Docenti nella seduta del 19/10/2017:

Criteri per la motivata deroga del consiglio di classe alla frequenza necessaria per la validazione dell’anno scolastico (in applicazione del D. L.vo n. 59 del 19 febbraio 2004):

a) nel caso di studenti con cittadinanza non italiana iscritti nel corso dell’anno scolastico, il monte ore annuo minimo di frequenza, nella misura di tre quarti, viene calcolato in proporzione al totale del numero di ore previste conteggiabili a partire dal momento dell’iscrizione.
b) in caso di malattie certificate che comportino l’assoluta incompatibilità con la frequenza;
c) in tutti i casi in cui, essendo la mancata o discontinua frequenza riconducibile a problematiche famigliari o socio-economiche, di disagio personale, il Consiglio di Classe, sentiti anche gli operatori che seguono il caso, consideri specificamente, nell’interesse del minore, l’opportunità che questi venga ammesso alla classe successiva in considerazione dell’età, delle abilità di base e delle concrete potenzialità di recupero, anche al fine di non interrompere il processo di socializzazione e maturazione avviato;
d) partecipazione ad attività sportive ed agonistiche organizzate da Federazioni riconosciute dal C.O.N.I..

Tutte le motivazioni devono essere preventivamente, o comunque tempestivamente, documentate.

Ammissione alla classe successiva Scuola Primaria

Scuola primaria

Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. Pertanto l’alunno viene ammesso alla classe successiva anche se in sede di scrutinio viene attribuita una valutazione con voto inferiore a 6/10 in una o più discipline, da riportare nel documento di valutazione.

A seguito della valutazione periodica e finale, la scuola provvede a segnalare tempestivamente ed opportunamente alle famiglie delle alunne e degli alunni eventuali livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione e, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, attiva specifiche strategie e azioni che consentano il miglioramento dei livelli di apprendimento.

I docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.

Ammissione alla classe successiva ed all’esame conclusivo del primo ciclo – Scuola secondaria

1.Ammissione alla classe successiva

Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249.

L’ammissione alle classi seconda e terza di scuola secondaria di primo grado è disposta, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline. Pertanto l’alunno viene ammesso alla classe successiva anche se in sede di scrutinio finale viene attribuita una valutazione con voto inferiore a 6/10 in una o più discipline da riportare sul documento di valutazione.

A seguito della valutazione periodica e finale, la scuola provvede a segnalare tempestivamente ed opportunamente alle famiglie delle alunne e degli alunni eventuali livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione e, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, attiva specifiche strategie e azioni che consentano il miglioramento dei livelli di apprendimento.

Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, a maggioranza, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.

Il Collegio dei docenti ha individuato il seguente criterio per la non ammissione alla classe successiva:

-media complessiva inferiore a 5,50 e presenza di insufficienze diffuse o di insufficienze gravi.

Casi particolari saranno discussi nell’ ambito del consiglio di classe, che possiede tutti gli elementi di valutazione.

2. Ammissione all’ Esame di Stato

Il voto di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico del triennio compiuto dall’alunna o dall’alunno.

In entrambi i casi, concorrono alla valutazione finale i seguenti elementi:

  • partecipazione e profitto nelle attività di laboratorio
  • partecipazione e profitto nelle attività di rinforzo e potenziamento (progetti, concorsi…)
  • partecipazione e profitto negli eventuali corsi di recupero e attività di doposcuola
  • comportamento, impegno, partecipazione nelle varie attività didattiche
  • percorso di crescita e di maturazione dell’alunno.

 

Svolgimento ed esito dell’esame di Stato

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione è finalizzato a verificare le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite dall’alunna o dall’alunno anche in funzione orientativa.

La commissione d’esame, articolata in sottocommissioni per ciascuna classe terza, è composta dai docenti del consiglio di classe. Per ogni istituzione scolastica svolge le funzioni di Presidente il dirigente scolastico, o un docente collaboratore del dirigente individuato ai sensi dell’articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.  165, in caso di assenza o impedimento o di reggenza di altra istituzione scolastica. Il docente di religione o di materia alternativa fa parte della commissione esami.

L’esame di Stato è costituito da tre prove scritte ed un colloquio, valutati con votazioni in decimi.

La commissione d’esame predispone le prove d’esame ed i criteri per la correzione e la valutazione.

Le prove scritte, finalizzate a rilevare le competenze definite nel profilo finale dello studente secondo le Indicazioni nazionali per il curricolo, sono:

a) prova scritta di italiano o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento, intesa ad accertare la padronanza della stessa lingua;

b) prova scritta relativa alle competenze logico matematiche;

c) prova scritta, relativa alle competenze acquisite, articolata in una sezione per ciascuna delle lingue straniere studiate.

Il colloquio è finalizzato a valutare le conoscenze descritte nel profilo finale dello studente secondo le Indicazioni nazionali, con particolare attenzione alla capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, nonché il livello di padronanza delle competenze di cittadinanza, delle competenze nelle lingue straniere. Per i percorsi ad indirizzo musicale, nell’ambito del colloquio è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

La commissione d’esame delibera, su proposta della sottocommissione, la valutazione finale complessiva espressa con votazione in decimi, derivante dalla media, arrotondata all’unità superiore per frazioni pari o superiori a 0,5, tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove e del colloquio di cui al comma 3. L’esame si intende superato se il candidato consegue una votazione complessiva di almeno sei decimi.

La valutazione finale espressa con la votazione di dieci decimi può essere accompagnata dalla lode, con deliberazione all’unanimità della commissione, in relazione alle valutazioni conseguite nel percorso scolastico del triennio e agli esiti delle prove d’esame.

Valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità

La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata frequentanti il primo ciclo di istruzione è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base dei documenti previsti dall’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992 n. 104.

Nella valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità i docenti perseguono l’obiettivo di cui all’articolo 314, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297 TENENDO conto delle indicazioni del PEI e del PDP.

Il consiglio di classe o i docenti contitolari della classe possono prevedere adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle prove e, ove non fossero sufficienti, predisporre specifici adattamenti della prova ovvero l’esonero della prova (compresa la prova INVALSI).

Le alunne e gli alunni con disabilità sostengono le prove di esame al termine del primo ciclo di istruzione con l’uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché ogni altra forma di ausilio tecnico loro necessario, utilizzato nel corso dell’anno scolastico per l’attuazione del piano educativo individualizzato.

Per lo svolgimento dell’esame di  Stato  conclusivo del primo ciclo di istruzione, la sottocommissione, sulla base del piano educativo individualizzato, relativo alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza eventualmente prevista per l’autonomia e la comunicazione, predispone, se necessario, utilizzando le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, prove differenziate idonee a valutare il progresso dell’alunna o dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove differenziate hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

L’esito finale dell’esame viene determinato sulla base dei criteri previsti dall’articolo 8 del decreto legislativo 62/2017.

Alle alunne e agli alunni con disabilità che non si presentano agli esami viene rilasciato un attestato di credito formativo.  Tale attestato è comunque titolo per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado ovvero dei corsi di istruzione e formazione professionale, ai soli fini del riconoscimento di ulteriori crediti formativi da valere anche per percorsi integrati di istruzione e formazione.

Come espressamente indicato nel protocollo di accoglienza degli alunni con disabilità, i criteri che orienteranno la valutazione sono:

  • considerare la situazione di partenza e la differenza con quella di arrivo.
  • valutare positivamente i progressi, anche minimi, ottenuti in riferimento alla situazione di partenza e alle potenzialità.
  • considerare gli ostacoli eventualmente frappostisi al processo di apprendimento (malattia, interruzione delle lezioni…)
  • considerare gli elementi fondamentali della vita scolastica: partecipazione, socializzazione, senso di responsabilità, collaborazione alle iniziative, capacità organizzative, impegno, volontà.

La valutazione non mirerà pertanto solo ad accertare le competenze possedute, bensì l’evoluzione delle capacità logiche, delle capacità di comprensione e produzione, delle abilità espositive e creative al fine di promuovere attitudini ed interessi utili anche per future scelte scolastico-professionali.

I Docenti sono tenuti pertanto a valutare la crescita degli alunni e a premiare l’impegno a migliorare, pur nella considerazione dei dati oggettivi in relazione agli standard di riferimento.

I docenti terranno conto del comportamento nello studio tenuto dagli alunni, mettendo in pratica criteri di coerenza valutativa.

Si darà importanza alla meta cognizione intesa come consapevolezza e controllo che l’alunno ha dei propri processi cognitivi, al fine di utilizzare consapevolmente le strategie necessarie a completare i compiti assegnati con successo.

Valutazione degli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA)

Per le alunne e gli alunni con disturbi specifici   di apprendimento (DSA) certificati ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170, la valutazione degli apprendimenti, incluse l’ammissione e la partecipazione all’esame finale del primo ciclo di istruzione, sono coerenti con il piano didattico personalizzato predisposto nella scuola primaria dai docenti contitolari della classe e nella scuola secondaria di primo grado dal consiglio di classe.

Per la valutazione delle alunne e degli alunni con DSA certificato le istituzioni scolastiche adottano   modalità che consentono all’alunno di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento conseguito, mediante l’applicazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, indicati nel piano didattico personalizzato.

Per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione la commissione può riservare alle alunne e agli alunni con DSA, tempi più lunghi di quelli ordinari. Per tali alunne e alunni può essere consentita l’utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.

Per l’alunna o l’alunno la cui certificazione di disturbo specifico di apprendimento prevede la dispensa dalla prova scritta di lingua straniera, in sede di esame di Stato, la sottocommissione stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva della prova scritta di lingua straniera.

In casi di particolare gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunna o l’alunno, su richiesta della famiglia e conseguente approvazione del consiglio di classe, è esonerato dall’insegnamento delle lingue straniere e segue un percorso didattico personalizzato. In sede di esame di Stato sostiene prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, con valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma. L’esito dell’esame viene determinato sulla base dei criteri previsti dall’articolo 8.

Le alunne e gli alunni con DSA partecipano alle prove standardizzate Invalsi. Per lo svolgimento delle suddette prove il consiglio di classe può disporre adeguati strumenti compensativi coerenti con il piano didattico personalizzato. Le alunne e gli alunni con DSA dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall’insegnamento della lingua straniera non sostengono la prova nazionale di lingua inglese Invalsi.

Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami del primo ciclo e nelle tabelle affisse all’albo di istituto non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.